Per tante brutte figure che facciamo, ogni tanto una buona notizia e la segnalazione di un progetto d’avanguardia: il MiBAC ha stipulato un accordo con Google per la digitalizzazione di moltissimi tensti antichi del Rinascimento, dell’Illuminismo e non solo, custoditi presso le biblioteche di Roma e Firenze.
La notizia mi arriva dal blog ufficiale di Google dove ne parlano con entusiasmo sottolineando soprattutto l’importanza di quest’accordo che è il primo nell’ambito del progetto Google Books che stipulano direttamente con un organismo statale, il nostro Ministero, appunto. Per loro, evidentemente, dev’essere un bel traguardo questo di poter mettere le mani su testi originale di autori del calibro di Dante, Petrarca ma anche Keplero e Galileo Galilei. E questo ce la dovrebbe dire lunga sul valore del nostro patrimonio culturale!
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Leggo e a malinquore riporto, l’ennesimo caso di malagiustizia – ormai tipico – italiano; sì, perché noi, oltre alla malasanità, ormai abbiamo anche la malagiustizia.
Trattasi del famoso caso che vedeva Google Italia coinvolta nel processo legato al primo caso italiano di bullismo diffuso via Google Video: accusati erano gli ex dirigenti della filiale italiana della grande “G”.
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Come riportato ormai praticamente da tutti, il tanto atteso e quanto mai chiacchierato storage on line di Google è finalmente disponibile: GDrive, ovviamente, il suo nome.
In realtà non è ancora ufficiale la sua funzione di drive virtuale, ma da ieri Google consente l’upload di tutti i tipi di file (fino a l’altro ieri era possibile caricare solo file leggibili da Google Documents) fino ad una dimensione massima di 250MB/cad. Lo spazio totale messo a disposizione è di 1GB per i file che non sono riconosciuti come documenti, un po’ pochino, insomma. (more…)
In una nota apparsa sul blog ufficiale di Google, il Capo dell’Ufficio Legale denuncia un tentativo di intrusione nei loro sistemi, andato a buon fine, proveniente dalla Cina. Come dice l’autore stesso, fin qui nulla di strano, cose ordinarie per una’azienda così in vista come Google, se non fosse – ed è questa la cosa gravissima, a mio avviso – che gli attacchi erano diretti all’accesso delle caselle di posta GMail di alcuni attivisti per i diritti umani cinesi! Insomma, vero e proprio spionaggio di Stato.
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La settimana scorsa il Vicepresidente di Google, Jonathan Rosenberg, ha inviato una lunga e-mail ai googlers per spiegar loro il concetto di “open” dal punto di vista di Google, di Internet e degli internauti… almeno secondo la sua visione!
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Ho fatto qualche prova incuriosito dalla questione DNS ed effettivamente devo confermare i rumors che ci sono in rete: Google DNS non è poi così veloce.
Per suffragare questa mia affermazione, vi posto i risultati di namebench.
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Questo è quello che vorrebbe fare Google e diciamo che ci si sta mettendo d’impegno.
Dopo quella della ricerca vocale con l’iPhone dell’anno scorso, siamo alla ricerca visuale con Android. Il concetto di fondo è un po’ quello di Nokia Morph dove la società finlandese si sta occupando dell’hardware e quella di Mountain View del software. Fai una foto del luogo in cui ti trovi con il tuo cellulare, la mandi a Google e questo ti rimanda indietro informazioni pertinenti alla zona.
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Google apre all’esterno l’ennesimo servizio finora utilizzato internamente e tenuto in fase di sviluppo: il DNS. In pratica da ieri è possibile utilizzare pubblicamente i server per la risoluzione DNS di Google, ovvero invece di utilizzare quelli del nostro provider, utilizziamo quelli di Mountain View che sono: 8.8.8.8 e 8.8.4.4.
Qual’è il vantaggio? Il principale, secondo Google, è la velocità, ma anche la sicurezza. La maggior velocità è chiaramente relativa, ovvero varia molto da provider a provider e dal livello di congestione della rete. Per quanto riguarda la sicurezza (chi vuole approfondire la probblematica veda qui), invece, dovrebbe garantire mamma Google
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